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| LUNEDÌ, 06 NOVEMBRE 2006 | |
| Pagina 32 - Economia |
| BREAKING VIEWS |
| La campagna di Germania di Mediaset e Berlusconi |
| HUGO DIXON |
| L´acquisizione dell´emittente ProSieben in Germania certamente consentirebbe a Silvio Berlusconi di distrarsi per un po´ dalle disavventure italiane dopo la sconfitta elettorale di aprile, il coinvolgimento del Milan nello scandalo degli arbitri compiacenti e la pressione del nuovo governo di centrosinistra sul suo impero mediatico. L´ingresso nel mercato tedesco offrirebbe a Mediaset possibilità di crescita più consistenti rispetto all´Italia, perché in Germania la ripresa economica è più robusta e potrebbe alimentare maggiori spese per la pubblicità; inoltre acquisendo ProSieben, che in Germania vanta un terzo dei telespettatori e quasi metà della pubblicità televisiva, Berlusconi conquisterebbe un secondo mercato di tutto rispetto e diluirebbe l´esposizione verso l´Italia. Infine il prezzo, pari a 4 o 5 miliardi di euro per una quota di controllo del 50,5%, richiederebbe a Mediaset di aumentare l´indebitamento, con effetti positivi sulla struttura dello stato patrimoniale. Estrarre sinergie da acquisizioni di emittenti televisive estere non è un´impresa semplice, come Berlusconi ha imparato con Telecinco in Spagna, ma un vantaggio potrebbe venire dal maggior potere contrattuale nelle trattative per l´acquisto di diritti televisivi. Tuttavia, anche se in Germania non vi sono ostacoli alle acquisizioni dall´estero, Berlusconi potrebbe trovare qualche difficoltà a convincere i tedeschi che un discusso ex primo ministro, ancora attivo sulla scena politica, eserciti il controllo su una grande emittente televisiva. Se l´acquisizione incontrerà la stessa opposizione di quattro anni fa, quando Berlusconi già si interessò a ProSieben, potrebbe non farsene nulla. ma non necessariamente sarà una perdita di tempo. Dopotutto, non capita tutti i giorni di poter mettere il naso nella documentazione riservata di un concorrente. Alina Trabattoni [Scambio di favori ] La società privata d´investimento Silver Lake sta vendendo a Nomura per quasi un miliardo di dollari (il quintuplo di quanto l´aveva pagata) la società d´intermediazione Instinet, meno di un anno dopo averla acquistata da Reuters (che ora si starà chiedendo se le era sfuggito qualcosa) per fare un favore a Nasdaq. Quest´ultima infatti voleva comprare la piattaforma elettronica di contrattazione Inet dal Gruppo Instinet, a sua volta controllato da Reuters. Tuttavia per motivi regolamentari Nasdaq non poteva possedere le società d´intermediazione del gruppo Instinet. E chiese a Silver Lake di intervenire. Silver Lake ha ristrutturato Instinet riducendo i costi e migliorandone la piattaforma tecnologica. L´investimento ha presto dato i suoi frutti e nel 2006 il volume delle contrattazioni si è più che raddoppiato; se poi ciò giustifichi la moltiplicazione per cinque del prezzo è un´altra questione. Tuttavia non bisogna accusare d´insipienza Reuters, che saggiamente decise di abbandonare l´attività d´intermediazione perché era potenzialmente in conflitto d´interessi. Senza l´intervento di Silver Lake, d´altronde, forse Reuters non sarebbe nemmeno riuscita a vendere Instinet. Ora Nasdaq (di cui Silver Lake ha il 10%) potrebbe chiedere a Silver Lake di ricambiare il favore fornendo parte dei mezzi per finanziare l´acquisizione del suo oggetto del desiderio, ossia i tre quarti del capitale del London Stock Exchange. Antony Currie (Traduzioni a cura di MTC) |