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La tv pubblica francese senza pubblicità
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di Alberto Romagnoli
Da qualche giorno la tv pubblica francese diffonde spot per convincere gli spettatori a sincronizzare gli orologi: dal 5 gennaio la serata comincia un quarto d'ora prima, alle 20,35 anziche' alle 20,50, perche' non c'e' piu' la pubblicita', per ora fra le otto di sera e le sei del mattino. Ma e' destinata a sparire completamente entro il 2011. Per trasformare la televisione pubblica in "TeleSarkozy", protestano i parlamentari verdi e socialisti. Che attraverso un duro ostruzionismo hanno rallentato l'approvazione del provvedimento annunciato dal presidente proprio un anno fa. E così la riforma parte mentre il Senato deve ancora ratificarla: France Television ha deciso di attuarla in proprio, anticipando il parlamento. I giornalisti della rai francese non approvano la scelta del loro presidente De Carolis - per il quale era comunque necessario mettersi subito al lavoro in un quadro certo - e sono subito scesi in sciopero. Prima quelli di France3, che si sentono il vero bersaglio dell'Eliseo, e poi quelli di France2 che ha deciso di anticipare il tg alle 19,58 per farlo concludere puntualmente alle 20,30. Se gli orari sono certi - dunque - restano parecchi dubbi su quante e quali risorse potra' contare l'emittenza pubblica francese: le entrate mancanti dovrebbero essere compensate da una tassa sui maggiori introiti pubblicitari delle tv commerciali. Proprieta' - protesta l'opposizione - di stretti amici di Sarkozy: da Martin Bouygues, l'editore di Tf1 (il canale piu' seguito) a Vincent Bollore', il finanziere (ben conosciuto anche in Italia) che mise a disposizione del presidente il proprio yacht per la prima vacanza dopo l'elezione.
Ma ci saranno davvero questi maggiori guadagni? Qualcuno ipotizza che all'apparire della pubblicita' sui canali privati - che per ora manterranno inalterata la loro programmazione - la gente potrebbe infatti fare zapping e saltare sulla tv pubblica. E poi cosa accadra' in seconda serata, i cui programmi inizieranno prima e saranno in grado - teoricamente - di intercettare un pubblico maggiore ? La maggioranza di centro destra ripete che - liberata dalla "tirannia dell'audience" - la tv pubblica sara' in grado finalmente di proporre programmi diversi. Per ora si profila uno scenario di incertezza - i palinsesti potrebbero essere ridisegnati nel giro di pochi giorni - dove sembra chiaro solo quello che France Television rischia di perdere, e non di guadagnare (sia in termini di risorse che di ascolti).
Ma ci saranno davvero questi maggiori guadagni? Qualcuno ipotizza che all'apparire della pubblicita' sui canali privati - che per ora manterranno inalterata la loro programmazione - la gente potrebbe infatti fare zapping e saltare sulla tv pubblica. E poi cosa accadra' in seconda serata, i cui programmi inizieranno prima e saranno in grado - teoricamente - di intercettare un pubblico maggiore ? La maggioranza di centro destra ripete che - liberata dalla "tirannia dell'audience" - la tv pubblica sara' in grado finalmente di proporre programmi diversi. Per ora si profila uno scenario di incertezza - i palinsesti potrebbero essere ridisegnati nel giro di pochi giorni - dove sembra chiaro solo quello che France Television rischia di perdere, e non di guadagnare (sia in termini di risorse che di ascolti).
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