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L’ ortomercato di Milano e la politica del “non vedo-non sento-non parlo”
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di Giulia Cusumano

L’ ortomercato di Milano e la politica del “non vedo-non sento-non parlo”

Verità nascoste, situazioni ambigue, connivenze sospette. E poi ci sono i segreti di Pulcinella.  E’ la politica che si piega, che volta lo sguardo, che non focalizza. E’ la politica del “non vedo-non sento-non parlo”. Almeno finché qualcuno non grida allo scandalo. Allora sì, bisogna cominciare a vedere, sentire, parlare.  Accade a Milano, Ortomercato di via Lombroso. Il più grande d’Europa.
Lo racconta un giornalista di Repubblica, Paolo Berizzi, sulle pagine del suo giornale. Lo fa l’autore di “Morte a tre euro”, libro-inchiesta sul fenomeno lavoro in nero tanto diffuso nella civilissima Milano. http://www.chiamamilano.it/notiziario/290/6
Lo testimonia il protagonista di un esperimento coraggioso, fintosi manovale extracomunitario clandestino. Sfruttato tra gli sfruttati, disperato tra i disperati, ultimo tra gli ultimi. Lì, all’Ortomercato, ci lavorano gli schiavi del Duemila. “Sembra di stare nell’800 sudamericano, o nelle campagne meridionali degli anni Cinquanta”, scrive Berizzi.Tra le cassette di pomodori e quelle dell’insalata si affannano ogni giorno decine di uomini senza speranza. Venti euro per dieci ore di lavoro. In nero, ovviamente.
E’ una cosa che si sa. Come si sa che l’Ortomercato è il regno delle ‘ndrine e della criminalità organizzata.
Lo sanno da tempo i militari della Guardia di Finanza, che negli ultimi due anni hanno fatto diverse irruzioni nel “fortino” ortofrutticolo dell’illegalità.
Lo sanno il Sindaco Letizia Moratti e il vicesindaco Riccardo De Corato. Lo sa il Prefetto Gian Valerio Lombardi e lo sa la Procura della Repubblica che sul caporalato di via Lombroso ha aperto più di un fascicolo di indagine.
Eppure eccola lì, la politica distratta. Eccola scalpitare e urlare allo scandalo di fronte all’articolo di Berizzi.
Spuntano come funghi le indignazioni: due interrogazioni parlamentari, un’interpellanza in Consiglio regionale, un’altra in Consiglio comunale.
Due deputati del Pd chiedono al ministro dell’Interno “se sia a conoscenza di tale gravissima situazione, se esista e come sia dimensionato un sistema di controllo e contrasto da parte delle forze dell’ordine” e “quali provvedimenti intenda intraprendere per porre rimedio a questa clamorosa violazione della legge in una struttura gestita da una società di proprietà pubblica”.
Sì, parliamo della Sogemi S.p.a. gestore per conto del Comune di Milano di tutti i mercati agroalimentari all'ingrosso della città. Ortofrutticolo, ittico, floricolo, avicunicolo e delle carni. Un impero da 681.000 metri quadrati, 1.000.000 tonnellate l'anno di prodotti, un giro d'affari complessivo, compreso l'indotto, quantificato in 2.500 milioni di euro l'anno.
Tutti sapevano, tutti sanno. Oggi è il tempo dell’indignazione, della denuncia, dell’incredulità. Oggi un bravo giornalista, cercando tra verità nascoste, situazioni ambigue e connivenze sospette, ha svelato i  segreti di Pulcinella.
Gli schiavi del Duemila sono sempre stati lì. Ci saranno anche domani.
Perchè la politica non impara mai. E’ distratta. Non focalizza.


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