|
|
|
di Pietro Folena
Lo spettacolo offerto dal Parlamento sulla vigilanza Rai è deprimente. Piacerebbe vedere la stessa passione sulle questioni che riguardano la vita, il salario, la pensione, gli affitti. Parliamo invece della Rai, e della volontà dei partiti di posizionarsi in modo efficace per ottenere un po' più di spazio per sé e un po' meno per gli altri.
Il principale responsabile di questa situazione è la maggioranza: prima col veto personale a Leoluca Orlando, e poi con il colpo di mano (per la verità più rozzo che da regime) che ha portato all'elezione di Villari. Il secondo responsabile è Antonio Di Pietro: nell'aver insistito solo su Orlando, anche quando il Pd e l'Udc gli avevano chiesto una rosa di nomi per sbloccare la presidenza. Il terzo responsabile è il Pd che ha voluto un'intesa pre-elettorale con l'Italia dei valori e che è profondamente diviso sulle prospettive di rapporto con questo partito populista.
Sconcertano le accuse di trame interne al Pd che avrebbero favorito le mancate dimissioni di Villari. Villari, dal suo punto di vista, sta giocandosi una partita: ha avuto le prime pagine dei giornali, e invocare logiche disciplinari nei suoi confronti è stato un atteggiamento sterile e controproducente.
La soluzione ? C'era. Da uomo di sinistra non ho capito perché la frontiera tra progresso e conservazione dovesse passare tra due navigati uomini politici democristiani, come Orlando e Villari. La soluzione era Beppe Giulietti, deputato dell'Italia dei Valori, incomprensibilmente non candidato da Di Pietro alla carica di Presidente della Vigilanza Rai. Giulietti poteva raccogliere il consenso della maggioranza , far rinunciare Villari, non umiliare l'IdV e soprattutto dire al Paese che l'intento del Parlamento era cambiare strada, con una riforma che - come ha fatto Zapatero in Spagna - desse potere ai cittadini che pagano il canone. In queste ore si configura una presidenza Zavoli, uomo di grande prestigio e rigore, bandiera di una Rai più seria e pluralista. Vedremo. Ci piacerebbe l'inizio di un servizio pubblico meno preoccupato di ministri, sottosegretari, capicorrente, e più degli italiani che vogliono qualità e informazione.
NELLO TROCCHIA (AGENZIA ECONEWS) INTERVISTA ORLANDO SULLA VICENDA VIGILANZA / LA SOLUZIONE PER LA COMMISSIONE DI VIGILANZA? ABOLIAMOLA E RIFORMIAMO LA LEGGE SULLA RAI - di Tana De Zulueta / IL PRIMATO BERLUSCONIANO DELL'INFORMAZIONE - di Giuseppe Giulietti / FACITE AMMUINA - di Maxia Zandonai / STORIA DI VETI, CENSURE E PROPOSTE INDECENTI- di Leoluca Orlando / IL CAOS VIGILANZA È IL FALLIMENTO DELLA POLITICA, CHE PENSA A SÉ E NON ALLA RAI-di Giorgio Santelli / INTERVISTA A LEOLUCA ORLANDO: l'articolo 21 è cartastraccia per questo governo








