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di Tania Passa
Il 3 gennaio scorso a Torino è nata una discussione all'interno di un locale dove un 25enne, in compagnia della fidanzata, ha avuto una banale discussione con due ragazzi ,dopo essersi accorto che gli era stato rubato il portafoglio.
Il 25enne è ritornato dai due giovani per farselo restituire, ma è stato fuori dal locale sotto gli occhi di altri clienti che i due giovani hanno preso uno schiaccia rifiuti e lo hanno dato sulla testa del ragazzo più e più volte mentre lui era a terra esamine.
Si sono allontanati lasciando l'uomo a terra con la scatola cranica fratturata. I carabinieri del comando provinciale hanno identificato il presunto autore.
La scena descritta è stata anche filmata e mandata in tv dai tg , per questo è stato poi facile recuperare i colpevoli, ma quello che colpisce è la violenza atroce del gesto. La descrizione che ha fatto il carabiniere del primo ragazzo fermato per l’aggressione fa rabbrividire,19 anni ha ammesso il gesto con fare sprezzante e da bullo, una violenza gratuita continuava a ripetere quel carabiniere. Poco fa è stato trovato anche l’altro ragazzo , ha 18 anni.
Sono italiani i ragazzi che hanno mandato in coma un 25enne non extracomunitari, ma italiani autentici ,e chi vi scrive non lo sottolinea per orgoglio nazionale, bensì per dimostrare che la violenza non è una facoltà di questa o quella etnia , ma un problema culturale.
La sabbauda Torino e la sua provincia non sono luoghi pericolosi, tranne che per qualche sparatoria di ndrangheta , ma questo è un Paese in ginocchio in una recessione economica senza precedenti e la verità che nessuno vuole raccontare è che comincia ad esplodere la deriva violenta di una crisi sociale acuta.
Una settimana fa una violenza di gruppo compiuta alla festa di capodanno, organizzata dal comune di roma, ai danni di una ragazza poco più che ventenne, i mostri anche lì tutti italiani autentici.
A lei va tutta la nostra solidarietà ed un grande abbraccio da parte di tutta articolo21, compresi i lettori, per ricordarle che non è sola.
Oggi alle porte di Torino la violenza infernale di altri due italiani ai danni di un ragazzo di 25 anni che ora è in coma lottando disperatamente contro il rischio di una paresi, noi siamo con lui sperando in una veloce guarigione.
Basta! E se invece i mostri non fossero: ne rom, ne dell’est o di colore, ma fossimo noi?
Noi un popolo che non è più capace di fare piccoli gesti in aiuto di altri, noi pronti ad alzare il dito, se lo dice la tv contro gli immigrati, scopriamo che la partita più difficile la giochiamo in casa, contro la crisi dei valori del nostro Paese.
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