Articolo 21 - Editoriali
La social card non frena le critiche
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di Bruna Iacopino
Mentre il Governo si prepara a varare nella giornata di venerdì le cosiddette norme del pacchetto anticrisi, che dovrebbero fornire una boccata d'aria ai cittadini come anche alle aziende, le regioni rimangono in fibrillazione e non esitano a sottolineare la schizofrenia delle manovre messe in campo. Infatti, se da una parte, la concessione di una social card, ricaricata mensilmente, dovrebbe aiutare i pensionati, come anche le famiglie a basso reddito a fronteggiare il carovita, dall'altra lo Stato, ha già deciso di tagliare sul Fondo Nazionale per le politiche sociali atto a sostenere quelle stesse categorie attraverso l'azione diretta di regioni e comuni. “Il Fondo Sociale- si legge sul sito del Ministero preposto- va a finanziare un sistema articolato di Piani Sociali Regionali e Piani Sociali di Zona che descrivono, per ciascun territorio, una rete integrata di servizi alla persona rivolti all'inclusione dei soggetti in difficoltà, o comunque all'innalzamento del livello di qualità della vita. Questa modalità di intervento ridisegna un nuovo sistema di welfare che intende partire da una visione di insieme delle problematiche, per operare sugli specifici settori, sempre tenendo conto delle interdipendenze tra i fenomeni sociali e tra le politiche pubbliche.” Ebbene, secondo le disposizioni annunciate ormai da qualche mese, questo fondo subirà, già a partire dall’anno in corso, pesanti tagli, pari ad un 30%, ai quali si aggiungerà per il 2009, un ulteriore 20%. Un duro colpo per regioni e province, una vera e propria mannaia, secondo le voci più critiche. A risollevare il problema, in questi giorni, è stata la Regione Umbria durante un incontro pubblico promosso a Perugia, il 24 novembre, in collaborazione con l’ANCI.
Detto in cifre spicciole, la decurtazione per quest’anno sarà pari a 300 milioni di euro, si passa dunque dai 931 milioni a circa 656 attuali con conseguenze pesanti per i comuni che, visti i tagli e data l’impossibilità di fare affidamento agli introiti provenienti dall’incasso dell’ICI, si trovano completamente strozzati. Il prospetto elaborato dalla Conferenza delle Regioni sulla proposta di Finanziaria 2009 evidenzia i comparti penalizzati: -127 milioni del Fondo nazionale per il servizio civile; -90 milioni dal capitolo sulle intese per la famiglia; -14 milioni dalle pari opportunità; -58 milioni dalle politiche giovanili. Mentre sono già programmati i tagli di 100 milioni di euro per i finanziamenti indirizzati all’inclusione sociale degli immigrati e 400 milioni di euro destinati al Fondo per le non autosufficienze che poi sarà addirittura azzerato a partire dal 2010.
Sul fronte della protezione civile, poi, la proposta di legge finanziaria taglia il Fondo regionale di quest’anno di quasi 20 milioni di euro, per azzerarlo nel 2009. Anche quello nazionale, gestito dall’apposito Dipartimento della Presidenza del Consiglio, subirà forti decurtazioni nel triennio 2009-2011.
Ma a rischio non sono soltanto gli enti locali, i comuni in particolar modo, usciti insoddisfatti dal tavolo delle trattative aperto con Governo e Regioni il 20 novembre e che vedono ancora sul piatto tutti i contenziosi aperti ( patto di stabilità e rimborsi ICI), il grido d’allarme riguarda anche il servizio civile nazionale i cui fondi per il 2009 verranno decurtati di un 42% rispetto al 2008 e per il quale è stata lanciata un apetizione on-line. “L'attuale stanziamento previsto nella Finanziaria 2009 ammonta infatti a soli 171 milioni di Euro mentre la stima per permettere ad almeno 60mila giovani la partecipazione al servizio civile e' di 400 milioni di euro'' Scrivono in un documento congiunto e indirizzato al Governo Cnesc (il coordinamento che riunisce i diversi enti gestori), Forum del Terzo Settore e alcuni rappresentanti dei Giovani Volontari del Servizio Civile Nazionale.
L’Umbria non ci sta e dice no ai tagli, ma non è l’unica. Gridi d’allarme provengono anche dalla Calabria, dal Piemonte, dalla Toscana…
Nella giornata di ieri, l’ANOSS (Associazione nazionale operatori sociali e socio-sanitari) ribatte sullo stesso tema: “…i capitoli di spesa socio-assistenziale da erogare a regioni e comuni subiscono una sforbiciata pesante di 560 milioni di euro (-19%) rispetto al 2008. Tutte le voci di spesa del sociale gestite localmente sono ridotte in modo evidente con l’unica eccezione del Fondo per le non autosufficienze.” Afferma Franco Pesaresi, presidente Anoss. Vengono toccati tutti i comparti più deboli, dal sostegno alle famiglie, alle politiche abitative, le pari opportunità, i progetti destinati ai giovani, l’integrazione degli immigrati.
Un paradosso commenta qualcuno, la macelleria sociale, dice qualcun altro.
Detto in cifre spicciole, la decurtazione per quest’anno sarà pari a 300 milioni di euro, si passa dunque dai 931 milioni a circa 656 attuali con conseguenze pesanti per i comuni che, visti i tagli e data l’impossibilità di fare affidamento agli introiti provenienti dall’incasso dell’ICI, si trovano completamente strozzati. Il prospetto elaborato dalla Conferenza delle Regioni sulla proposta di Finanziaria 2009 evidenzia i comparti penalizzati: -127 milioni del Fondo nazionale per il servizio civile; -90 milioni dal capitolo sulle intese per la famiglia; -14 milioni dalle pari opportunità; -58 milioni dalle politiche giovanili. Mentre sono già programmati i tagli di 100 milioni di euro per i finanziamenti indirizzati all’inclusione sociale degli immigrati e 400 milioni di euro destinati al Fondo per le non autosufficienze che poi sarà addirittura azzerato a partire dal 2010.
Sul fronte della protezione civile, poi, la proposta di legge finanziaria taglia il Fondo regionale di quest’anno di quasi 20 milioni di euro, per azzerarlo nel 2009. Anche quello nazionale, gestito dall’apposito Dipartimento della Presidenza del Consiglio, subirà forti decurtazioni nel triennio 2009-2011.
Ma a rischio non sono soltanto gli enti locali, i comuni in particolar modo, usciti insoddisfatti dal tavolo delle trattative aperto con Governo e Regioni il 20 novembre e che vedono ancora sul piatto tutti i contenziosi aperti ( patto di stabilità e rimborsi ICI), il grido d’allarme riguarda anche il servizio civile nazionale i cui fondi per il 2009 verranno decurtati di un 42% rispetto al 2008 e per il quale è stata lanciata un apetizione on-line. “L'attuale stanziamento previsto nella Finanziaria 2009 ammonta infatti a soli 171 milioni di Euro mentre la stima per permettere ad almeno 60mila giovani la partecipazione al servizio civile e' di 400 milioni di euro'' Scrivono in un documento congiunto e indirizzato al Governo Cnesc (il coordinamento che riunisce i diversi enti gestori), Forum del Terzo Settore e alcuni rappresentanti dei Giovani Volontari del Servizio Civile Nazionale.
L’Umbria non ci sta e dice no ai tagli, ma non è l’unica. Gridi d’allarme provengono anche dalla Calabria, dal Piemonte, dalla Toscana…
Nella giornata di ieri, l’ANOSS (Associazione nazionale operatori sociali e socio-sanitari) ribatte sullo stesso tema: “…i capitoli di spesa socio-assistenziale da erogare a regioni e comuni subiscono una sforbiciata pesante di 560 milioni di euro (-19%) rispetto al 2008. Tutte le voci di spesa del sociale gestite localmente sono ridotte in modo evidente con l’unica eccezione del Fondo per le non autosufficienze.” Afferma Franco Pesaresi, presidente Anoss. Vengono toccati tutti i comparti più deboli, dal sostegno alle famiglie, alle politiche abitative, le pari opportunità, i progetti destinati ai giovani, l’integrazione degli immigrati.
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